Storia dei Pueri Cantores
    
Cento anni fa, nel luglio del 1906, nasceva l'idea di rifondare l'istituzione dei Pueri Cantores, di un gruppo di ragazzi che cantasse nelle Chiese secondo le indicazioni del Papa Pio X, che tre anni prima, nel novembre del 1903, emanava un decreto, obbligatorio per tutta la Chiesa, il famoso "Motu proprio" (Inter sollecitudines), con il quale il Papa diceva "basta" alla musica teatrale nella Liturgia, "fuori" dalla Liturgia i castrati ed i falsettisti che per tre secoli avevano sostituito la voce dei bambini, ritenuta poco adatta al nuovo modo di cantare, ed avevano trasformato le cattedrali e le basiliche in sale da teatro, dove la liturgia era per la musica e non la musica per la liturgia; "ritorni" il gregoriano, la polifonia classica ed anche la buona musica moderna, quella degna delle funzioni liturgiche, e soprattutto "ritorni" nelle Chiese la presenza millenaria dei Pueri Cantores.
     L'idea l'ebbero due giovani studenti parigini, Pierre Martin e Paul Berthier, che, dopo aver ascoltato la Missa Brevis di Palestrina nella chiesa della Sorbona a Parigi, decisero di partecipare con altri giovani amici ad un "ritiro"nell'Abbazia di Tamiè, in Savoia. Il canto liturgico li appassiona, e, dopo aver ascoltato il canto gregoriano dei monaci, si scambiano le loro idee sul recente decreto del Papa Pio X, e presero insieme la decisione di creare un coro itinerante di ragazzi. Il 10 gennaio 1907 con molte difficoltà economiche nasce il nuovo gruppo, 13 ragazzi e 7 giovani per la voce d'uomo, scelgono come divisa la tunica bianca sulla quale portano una piccola croce di legno e da qui il nome di "Piccoli Cantori dalla Croce di Legno", "Petits Chanteurs a la Croix de Bois"; nel primo debutto (18 luglio) eseguirono il mottetto "Ave Vera Virginitas" di Josquin des Prés. Questo primo gruppo venne chiamato "missionario", perché andava di Chiesa in Chiesa a far conoscere la bellezza della musica sacra ed a diffondere il rinnovamento del canto liturgico. Era nata l'epoca dei Pueri Cantores. Nel 1924 compare sulla scena un personaggio eccezionale, mons. Fernand Maillet, giovane prete, che diventa nuovo Direttore di questo coro e gli da una fama internazionale, incominciando una serie di viaggi "missionari" in tutto il mondo, sollevando dovunque entusiasmo e creando sul loro esempio nuovi cori di fanciulli.
     Mons. Maillet nel 1944, verso la fine della Seconda Guerra Mondiale, volle riunire tutti i Pueri Cantores di Francia in Federazione che venne approvata dai Vescovi francesi nel 1947; e subito dopo fonda la Federazione Internazionale, prendendo come motto-profezia la frase: "Domani tutti i fanciulli del mondo canteranno la pace di Dio sulla terra". E nascono i primi incontri nazionali ed internazionali, il primo a Parigi (1947), il secondo a Roma (1949), e poi altri 31; l'ultimo a Roma, il trenta-treesimo, il primo gennaio di quest'anno 2006.
     Il vento di lamie in Savoia ora avvolge e scuote il mondo intero ed alla Federazione Internazionale creata da Maillet si sono aggregate 33 Federazioni Nazionali che riuniscono oltre 750 cori di Pueri e Juvenes Cantores. Ed accanto a questi, iscritti e riconosciuti, ci sono altre centinaia di migliaia di Pueri Cantores, una moltitudine immensa di ragazzi che cantano nelle grandi Basiliche come nelle chiese più piccole e sperdute, lontane e sconosciute ai più. Sembra di risentire l'Apocalisse di San Giovanni quando dice che davanti al trono di Dio c'erano 144 mila segnati ("iscritti") di tutte le tribù di Israele; e dietro a loro una moltitudine immensa che nessuno poteva contare, d'ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Questo è il Movimento autentico dei Pueri Cantores nel mondo.

 

Pueri Cantores: chi sono?
    
I "Pueri Cantores" sono ragazzi (ed ora anche ragazze-"puellae") che avevano ed hanno il compito di cantare per il culto e la Liturgia della Chiesa, da soli, in gruppi più o meno organizzati, oppure anche insieme ad un coro di dulti; in questo modo animano con il canto le Assemblee dei fedeli.
     Questi "Pueri" hanno una storia di oltre duemila anni; già ai tempi di Davide, nel Tempio di Gerusalemme si utilizzavano i ragazzi per la Liturgia, educati e formati ed essere "lettori": posti su un podio, al di sotto degli uomini, cantavano i Salmi, a due cori di 10-12 esecutori, ed i versetti in a soli vocalizzati. I primi cristiani continuarono questa tradizione nel loro culto, ed i "lettori" bambini o ragazzi modulavano i versetti biblici, mentre i fedeli si accontentavano di esprimersi con brevi acclamazioni: Amen, Alleluia, Deo Gratias, o con brevi ritornelli.
     Hanno avuto nomi diversi secondo le varie lingue e le varie tradizioni o regole eccle-siastiche, ma erano sempre "maschi", e il clero è "masculus". A rigore storico bisogna dire che anche i fanciulli nei primi secoli erano "clerici". E' infatti dimostrato che la "tonsura clericale", come segno esteriore di una consacrazione a Dio, veniva conferita anche a bambini in tenera età. Un'iscrizione del II-III sec. ricorda un giovane morto a 18 anni che aveva rallegrato il popolo di Dio con il canto dei salmi e con la lettura dei libri sacri. Parecchie epigrafi sepolcrali testimoniano che i "lettori", ossia cantori, erano giovani; si cita uno di Mertola (Portogallo) ed un "Severus" di Viviers di 13 anni, fino ad un "Vitalis Lector" in Africa morto a 5 anni. Nel martirologio si parla di "parecchi lettori fanciulli". Nel VI sec. il poeta Fortunato, prete italiano rifugiato a Parigi, ci riferisce che aveva un piccolo solista "chierico" di 10 anni che faceva accorrere tutta Parigi, tanto era meravigliosa la sua voce.
     Erano chiamati in vario modo: Pisinni Cantores, Pueri Sinphoniaci, i più bravi Pueri Paraphonistae che facevano i solisti soprattutto nei "jubili" alleluiatici; Lettori: alcuni epitaffi romani del IV secolo parlano del canto "dolce come il nettare e il miele" di un giovane lettore-cantore; inoltre venivano chiamati Clerici, Putti Cantori (ai tempi di Palestrina), Pueri Chorales, dal '900 in poi Pueri Cantores in latino, Piccoli Cantori in italiano, Petits Chanteurs in francese, Ninos Cantores in Spagna, Nins Cantors in Catalogna, Sàngerknaben in Germania e Austria,...
     L'istituzione dei Pueri Cantores esisteva ed operava in molte città nel IV secolo; a Roma presso le Basiliche di San Pietro in Vaticano e di San Giovanni in Laterano il Papa San Gregorio Magno fece sorgere due Scuole di Canto; il fascino delle voci dei fanciulli era presente il tutto il mondo cristiano: a Gerusalemme, a Cartagine in Africa, in Francia, Inghilterra, Germania. A Cartagine nel V secolo, durante la persecuzione dei Vandali, la Scuola di Canto ebbe i suoi martiri (a.484); quando questi invasero la Chiesa nella quele si svolgeva una solenne Liturgia, il fanciullo solista non smise di cantare e morì con la gola trapassata da una freccia, mentre cantava il gioioso "Alleluia" pasquale; e una dozzina di loro "dotati di belle e forti voci e molto abili nelle melodie musicali furono portati in esilio e martirizzati".
     Della loro organizzazione si occuparono i Papi, i Vescovi, i Concilii, i Re, perfino Carlo Magno si interessò delle Scuole di Canto. Anche ad Aquileia nel IV secolo c'era sicuramente una Scuola di Canto per i ragazzi ("clerici"), se San Girolamo, in un documento del 373 (Cronicon), riferisce di aver ascoltato con ammirazione gli "Aquileiensis clerici", i Pueri e Juvenes Cantores di allora, e li ha definiti "un coro di beati". Scuole per i fanciulli ("Schola Puerorum") sorsero ovunque in tutta Europa : nei Monasteri, nelle Cattedrali più importanti, ed i Vescovi ed i Re facevano a gara per avere nelle proprie Cattedrali e nella propria Corte le più belle voci di ragazzi d'Europa. Ci riferiva a voce il maestro Gilberto Pressacco di Udine di aver scoperto nelle sue ricerche storiche e musicali che un ragazzo cantore della Cattedrale di Udine era stato chiamato per la sua bella voce a cantare nella Cappella Imperiale di Vienna, tra i famosi " Wienersàngerknaben".
     Nel Medioevo e soprattutto nel Rinascimento, con l'avvento della polifonia, non ci fu Chiesa di una certa importanza che non avesse nel coro una "Schola Puerorum" ed un gruppo di Pueri Cantores, per l'esecuzione sia del canto gregoriano che delle parti di soprano nella polifonia, mentre le parti di contralto venivano eseguita dai tenori acuti, e più tardi purtroppo dai "falsettisti". Soltanto nella seconda metà dell' ottocento si cominciò l'impiego dei "pueri" anche nella parte del contralto; prima non si conosceva la divisione dei fanciulli in soprani e contralti.

E le donne?
    
Non potevano cantare nelle "Scholae Cantorum"; era un "ministero" maschile"; solo dopo il Concilio Vaticano II, le donne e le ragazze entrarono con pieno diritto a far parte del coro liturgico; per cui attualmente nella Chiesa ci sono cori di Pueri Cantores formati anche da sole ragazze; dovrebbero chiamarsi "Puellae Cantores". Il primo metodo di canto (sec. XI), il Micrologus, fu scritto per i fanciulli cantori da Guido d'Arezzo, probabilmente mentre si trovava nell'Abbazia di Pomposa (Ravenna).
     Tra i Pueri Cantores si formarono Papi, Vescovi, Sacerdoti e molti celebri musicisti. Vogliamo ricordare il Papa Pio X, il vero e grande riformatore dei Pueri Cantores agli inizi del XX secolo, era "puer cantor" nel suo paese di Riese (Treviso) e da Cappellano a Tombolo e poi da Parroco a Salzano fu maestro di Pueri Cantores; Palestrina, Bach, Haydn, Schubert, Wagner, Bruckner, Purcell,...Lorenzo Perosi. Ricordiamo anche il giovane "puer cantor" di Torino, San Domenico Savio: faceva parte del coro di ragazzi diretto da San Giovanni Bosco, e faceva il solista soprano; morì a 15 anni, ora è Santo ed è stato proclamato "Patrono e Protettore" di tutti i Pueri Cantores del mondo.
     Qualcuno si convertì al cristianesimo dopo aver sentito cantare i Pueri Cantores: S.Agostino a Milano (sec.IV) e Paul Claudel a Parigi (XX sec.) I Pontefici che vennero dopo Pio X confermarono, incoraggiarono ed approvarono in molti modi la presenza ed il servizio dei Pueri Cantores nelle Chiese; Paolo VI fu proclamato per questo "il Papa dei Pueri Cantores"; disse nel 1964: "....ogni Cattedrale, ogni Parrocchia, ogni Scuola Cattolica ed ogni altra o Associazione che ne abbia possibilità e facoltà, possa onorarsi ed ornarsi delle belle voci candide e squillanti di belle schiere di Pueri Cantores". E Giovanni Paolo II nel 1987 disse: "Vi affidi la responsabilità di contribuire generosamente alla dignità ed allo splendore del Culto Divino".

E in Italia?
    
Anche in Italia sono sempre esistiti i gruppi di Pueri Cantores, e non solo nelle Cattedrali, ma anche nelle piccole Parrocchie; lo testimoniano (per il 1800) i due casi nominati sopra : il coro di Riese (TV) dove cantava Giuseppe Sarto che diventerà Papa Pio X; e il coro di Torino, diretto da San Giovanni Bosco, dove cantava San Domenico Savio.
     Anche l'Italia seguì l'esempio dei francesi nell'obbedire alla riforma del canto liturgico voluta dal Papa Pio X, e organizzatasi in Federazione fu la prima ad inserirsi nella Federazione Internazionale fondata da mons. Maillet, nell'aprile del 1950, dopo quella del Belgio. Dall'Annuario della Federazione Internazionale del 1955 risulta che in queir anno in Italia c'erano 268 gruppi, la Federazione più numerosa del mondo

Situazione attuale.
    
Iscritti alla Federazione sono una sessantina, ma dietro di loro c'è un'infinità di piccoli gruppi, alcuni ben organizzati e ben preparati che rappresentano per la Chiesa un buon auspicio per il futuro.
     Per gli iscritti quest'anno c'è il Congresso Nazionale che si terrà in Sicilia nel mese di ottobre prossimo, e si sta preparando il congresso Internazionale di Cracovia per il mese di luglio del prossimo anno.
     Ad Aquileia invece sono stati invitati tutti, iscritti e non iscritti, per ricordare il passato della nostra Chiesa Madre, e verranno, come è stato detto, da tutto il territorio dell'antico Patriarcato di Aquileia, e verranno Pueri e Juvenes, tutti coloro che si impegnano a cantare nelle Chiese secondo lo spirito e le finalità di tutti i Pueri Cantores del mondo: liturgia, cantare bene e far nascere altri Pueri Cantores ".in ogni Chiesa, Parrocchia, Cattedrale d'Italia" , secondo gli inviti del Papa e dei Vescovi. Ci saranno una quarantina di cori di ragazzi con qualche "juvenes" in mezzo, oltre una decina di Juvenes Cantores ed anche tre cori di adulti invitati speciali, soprattutto quello formato da ammalati di Parkinson, la Corale Gioconda di Udine.
     I Juvenes Cantores sono un'istituzione recente, formata in maggioranza da ex Pueri Cantores, con gli stessi ideali e gli stessi servizi dei Pueri, e l'iniziativa è stata accolta con entusiasmo dalla Federazione Internazionale (novembre 1994) e successivamente approvata ed accettata della Federazione Italiana.
     E' bene ricordare che la regione del Nordest è la zona più ricca di Pueri Cantores, per il meraviglioso sviluppo che ha avuto in un passato recente ed in particolare negli ultimi anni.
     Auguri per la buona riuscita del Congresso, siano i benvenuti i Pueri Cantores e si dia onore e gloria a chi si dedica a loro ed a chi li educa e li moltiplica. (Savino Pajani)