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Voi siete nella Chiesa ciò che l’Alleluia è nella liturgia: una letizia sempre nuova.
Paolo VI, Roma 1964

Congress Granada 2012

Letters

from Robert Tyrała

Venerdí Santo – il giorno dell’unita della Chiesa di Cristo

2009-04-10

Dietro l’esempio di s. Paolo per confessare la fede corraggiosamente
Venerdí Santo – il giorno dell’unità della Chiesa di Cristo
VI lettera in preparazione del XXXV Congresso Internazionale a Stoccolma
Cracovia-Roma, 10 aprile 2009

Nella giornata particolare di oggi, quando tutta la Chiesa trattiene il respiro, quando non si sente il suono d’organo, nel giorno della morte di Gesú Cristo sulla croce, con un amore particolare ci uniamo con i nostri fratelli nella fede della Chiese cristiana. Nel contesto della nostra preghiera ecumenica a Stoccolma a cui ci prepariamo, possa questo giorno essere la nostra grande supplica: che tutti siano una cosa sola (Gv 17,21), perchè non ci manchi mai il coraggio in questo dialogo, nel poter testimoniare la fede in Te, Dio vero e unico! Fà che possiamo essere strumenti della tua pace! Il Venerdí Santo è l’unico giorno che la Chiesa cattolica non celebra l’offerta eucaristica. Questo è un giorno di silenzio particolare! Questo è il giorno di una riflessione particolare e la riscoperta del senso della vita di ognuna e ognuno di noi. Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna (Gv 3,16), affinchè il mondo possa essere salvato. Il Venerdí Santo viene celebrato come festa da Chiese e Comunità protestanti. In questo giorno si celebrano solenni funzioni religiose durante le quali vengono cantati i canti, letti dei frammenti dalla Bibbia e viene ricordata la morte di Cristo sulla croce. Nella devozione protestante il Venerdí Santo è la festa piú importante. Durante la liturgia un senso particolare riceve la confessione e la liturgia della comunione, dopo l’omelia vengono cantati nel dialogo con il sacerdote le cosidette Improperia. Per i luterani il Venerdí Santo rappresenta la quintessenza del mistero della vita e della morte e della teologia della croce (theologia crucis) che compie un ruolo cruciale nella Chiesa protestante e che viene rifflettuta sempre in collegamento con l’evento gioioso dela mattino pasquale. Nella tradizone della Chiesa ortodossa il Venerdí Santo occupa un posto particolare nel periodo della Settimana Santa. Secondo il Typikon (che è il libro in cui si trovano le questioni di diritto della Chiesa ortodossa) questo giorno incomincia giovedí sera con le lodi solenni durante le quali vengono letti 12 pezzi dal Vangelo che narrano gli eventi della Coena Domini fino al funerale di Gesú. Durante questa celebrazione i fedeli, tenendo nelle mani le candele, stanno davanti il vangelo e il Golgota – una grande croce con Gesú crocifisso, Maria e Giovanni Evangelista ai suoi fianchi. Il Venerdí Santo non vene celebrata la Liturgia santa (eucaristica) poichè questo è il giorno quando Dio sta offrendo sè stesso. Il giorno successivo vengono celebrate le ore regali (prima, terza, sesta, nona e typia) scritte da s. Cirillo d’Alessandria durante le quali vengono ricordati in modo particolare i momenti della crocifissione e della morte di Cristo. In quel momento vengono letti i frammenti dell’Antico Testamento. Il Venerdí Santo sera oppure nella notte dal venerdí al sabato, vengono celebrate le lodi del Sabato Santo durante le quali si svolge la processione solenne con un telo particolare che ricorda la deposizione di Cristo nella tomba. Questo giorno della sofferenza e della morte di Gesú Cristo è dunque per tutti i cristiani un giorno particolare. Che questo sia il nostro giorno particolare di preghiera e di digiuno di tutta la nostra famiglia dei Pueri Cantores nell’intenzione dell’unità di tutti i cristiani. Questo giorno è un giorno particolare dell’unità, è un giorno particolare della preghiera per l’unità. Di fronte a Cristo sulla croce tutte le differenze scompaiono e a noi tutti si riferisce il suo testamento dalla croce: Ecco tua Madre...ecco il Tuo Figlio (Gv 19,27). Questa preghiera per l’unità ha un peso particolare in quest’anno grazie al patrono dell’anno – s. Paolo, l’apostolo delle genti. Che lui stesso possa essere la nostra guida particolare e il nostro intermediario in questa preghiera per l’unità di tutti i cristiani. Negli Atti degli Apostoli leggiamo che Saulo prima della conversione devastava la chiesa, entrando di casa in casa; e, trascinando via uomini e donne, li metteva in prigione (At 8,3). Sulla strada per Damasco, dove doveva perseguitare i discepoli di Cristo, gli è comparso il Signore Risorto che gli si presentò con le parole: Io sono colui che perseguiti (At 9,5). Dopo questo evento Saulo ha creduto in Gesú ed è stato battezzato (At 9,18). Avendo sperimentato la grazia della conversione e della vocazione apostolica, Saulo ha cambiato la propria vita – da perscutore dei cristiani è diventato l’annunciatore zelante del vangelo e della croce di Cristo, che. Poiché la predicazione della croce è pazzia per quelli che periscono, ma per noi, che veniamo salvati, è la potenza di Dio (1 Cor 1,18). L’incontro con il Risorto ha cambiato la sua vita. La conseguenza di questo incontro era l’aver ricevuto il battesimo e il dono dello Spirito Santo nella comunità della Chiesa. I doni ricevuti sono diventati la forza spirituale grazie alla quale Paolo si è messo imediatamente in cammino per annunciare la Buona Novella di Gesú che è l’unico Redentore dell’uomo (Gal 1,15 nn.) Lui ha risposto molto coraggiosamente alla chiamata che Gesú ha rivolto agli apostoli: andate per tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura (Mc 16,15). Paolo riteneva che queste esperienze non possono rimanere per sè stessi e per questo confessava: guai a me se non annunciassi il vangelo (1 Cor 9,16). La conversione era per lui una grazia data per gli altri, per la comunità della Chiesa. Lui sapeva che chi si è convertito deve condividere il dono di vita nuova con gli altri. E Paolo annunciava che Il Signore è crocifisso e Risorto (Rom 10,9). Paolo annunciava il senso della croce, ma insegnava anche che il Signore è Gesú. Durante la liturgia del Venerdí Santo questo confessiamo: Lodiamo la tua croce, Signore Gesú, proclamiamo la tua santa ressurezzione, poichè attraverso il legno della croce è venuta la gioia per tutto il mondo (dalla Liturgia della ore). Che la nostra preghiera di oggi possa essere anche annuncio, anche attraverso la musica, che Gesú è il Signore, che noi crediamo in lui profndamente! Siamo mandati a trasmettere questa verità agli altri. Non teniamo questa grazia per sè stessi. Lui ci rende capaci a dare testimonianza. Diventiamo forti, siamo pronti al dialogo di amore, anche quello ecumenico, attraverso la forza dello spirito che ci viene data. Non sprechiamo questa possibilità che ci viene data oggi da Dio. Lui passa in mezzo a noi con la sua grazia. Un’altra volta tocchiamo il suo grande amore. Chiediamo allora con forza, supplichiamo in ginnocchio: fà, Signore, che siamo una cosa sola...

Don Robert Tyrała
Assistente ecclesiastico Della Federazione Internazionale dei Pueri Cantores

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