Gesù vi chiama a cantare a cantare per Lui Si direbbe che Gesù ha bisogno delle vostre voci e che le gradisce moltissimo
Pueri Cantores testimoni della Buona Novella,
VIII lettera in preparazione al XXXV Congresso Internazionale Pueri Cantores,
Solennitá del Cuore di Gesú, inizio dell’anno sacerdotale
Cracovia, 19 giugno 2009
Se qualcuno vuole essere testimone della Buona Novella, strumento della pace di Dio, deve comportarsi come figlio della luce. Deve portare in sé la luce che provviene da Dio. Cosa ciò significa per noi Pueri Cantores? Questo significa che nei pensieri, nelle parole e nelle opere dobbiamo vivere secondo la dottrina cristiana. Non scegliamo Gesú solo per un momento, ma per tutta la vita. Lui ci ha scelti ed é sempre con noi, poiché ci porta sulle sue braccia quando non sappiamo piú andare da soli. La via della nostra vita é spesso difficile e stretta, ma lui é con noi tutti i giorni. E quando non ce la facciamo piú, sentiamo le parole: La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza (2 Cor 12,9). La nostra preparazione al Congresso a Stoccolma é enrata in un certo “apogeum”. La musica che canteremo é sicuramnete giá pronta. Adesso é giunto il momento di aprire i cuori all’opera della grazia di Dio. Adesso é il tempo della preparazione dello spirito all’opera di Dio in noi e attraverso di noi. Se il nostro cuore ci accusa, se é “sporco” dobbiamo necessariamente purificarlo nel sacramento di riconciliazione, per poter accogliere Cristo nel nostro cuore durante la messa nelle lingue popolari, ma anche nella messa della vigilia, quando ci uniremo con lui nella comunione. Riguardo la comunione Giovanni Paolo II ha rivolto una volta ai giovani queste parole: voi non sapete come siete belli quando vi trovate avvolti dalla parola di Dio e dall’Eucarestia. Voi stessi non sapete come siete belli quando siete in relazione vicina con Cristo, con il Maestro, e vi impegnate a vivere nella grazia santificatrice. Pensate che queste parole non siano oggi attuali? A me sembra, che esse si riferiscono molto a noi. Se dobiamo essere strumenti nelle mani di Dio nella questione cosí importante come lo é l’unitá dei cristiani, dobbiamo tendere all’unitá in noi stessi, all’unitá delle nostre opere, delle parole, delle scelte di bene, dei pensieri. L’unitá comincia da ognuno e ognuna di noi. I sacramenti – di riconciliazione e dell’eucarestia – ci aiutano molto in questo, poiché quando ci accostiamo ad essi cerchiamo in noi la bellezza di Dio stesso. Dio ha lasciato in noi la sua impronta, nel nosro cuore e nella nostra coscienza, dobbiamo riscoprirlo e portarlo in noi come il tesoro piú grande. La nostra musica, la piena collabrorazione nella liturgia ci aiutano in questo. Dobbiamo essere testimoni dell Buona Novella, dobbiamo aprire i cuori all’opera della grazia di Dio. E ancora un pensiero importante. Il Santo Padre Benedetto XVI oggi incomincia solennemente l’Anno Sacerdotale e per questo vi chiedo molto di pregare per me e per tutti i sacerdoti della nostra famiglia dei Pueri Cantores, affinché possiamo essere segni tangibili del Buon Pastore in mezzo a noi. Il papa nella lettera per l’indizione dell’anno sacerdotale ha scritto: La fede nel Maestro divino ci dà la forza per guardare con fiducia al futuro. Cari sacerdoti, Cristo conta su di voi. Sull’esempio del Santo Curato d’Ars, lasciatevi conquistare da Lui e sarete anche voi, nel mondo di oggi, messaggeri di speranza, di riconciliazione, di pace! Vi prego affinché non venga a mancare la preghiera per i vostri pastori, ma anche per i nuovi operatori della Vigna di Dio, forse anche in mezzo a voi. Mi ricordo di voi nella mia preghiera quotidiana.
Don Robert Tyrała
Aisstente Ecclesiastico Della Federazione Internazionale dei Pueri Cantores