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Letters

from Robert Tyrała

San Domenico Savio, patrono dei Pueri Cantores

2010-05-12

Cracovia – Torino, 6 maggio 2010
San Domenico Savio, patrono dei Pueri Cantores
    
„Tutti coloro che siamo sulla via della santità, dobbiamo essere molto gioiosi”.
San Domenico Savio

Carissimi Pueri Cantores in Italia,

ho avuto la possibilità di partecipare al XV Congresso della Federazione italiana dei Pueri Cantores, che si è svolto a Torino. Questo era un tempo particolare, pieno di grazia. Il Congresso è stato organizzato innanzitutto per ricordare il nostro patrono: san Domenico Savio. Erano dei giorni particolari anche a causa della solenne esposizione della „Sindone di Torino”. Nel mio ricordo e in quello di molti rimarrà la bella Via Crucis durante la quale hanno cantato i Pueri Cantores, ma sopratutto quando entrando nella cattedrale a Torino tutti i partecipanti di questa celebrazione cantavano „Misericordias Domini in aeternum cantabo”. Questi gorni sono stati arricchiti dalla visita pastorale del santo padre Benedetto XVI. nella diocesi di Torino. Durante l'Eucarestia celebrata dal papa cantavano i nostri piccoli cantori della Federazione italiana. Solo Dio ha potuto collegare in questo modo questi avvenimenti. Siamo grati alla Federazione italiana dei Pueri Cantores che ha preparato il Congresso con cura.

Dopo il Congresso a Torino e nella preparazione del nostro Congresso Internazionale che si svolgerà a Roma nei giorni dal 28 dicembre 2010 al 1 gennaio 2011, desidero ricordare il nostro patrono san Domenico Savio che oggi, mentre scrivo a voi questa lettera, stiamo celebrando. Le sue reliquie ci verranno donate sollennemente in occasione dell'Inaugurazione del Congresso nell'aula Paolo VI in Vaticano nel giorno 28 dicembre 2010. San Domenico Savio non è tanto conosciuto nella nostra Comunità e perciò sono grato ai nostri amici italiani di avercelo ricordato.

Domenico Savio nacque il 2 aprile del 1842 a Riva di Chieri nei dintorni di Torino. Frequentò dapprima la scuola guidata dal parroco del paese, e poi quella di Castelnuovo d'Asti. All'età di cinque anni fu già chirichetto. L’8 aprile del 1849 ricevette la prima comunione in occasione della quale scrisse nel suo libbricino delle preghiere le seguenti decisioni: Andrò spesso alla confessione e riceverò la comunione tante volte quanto mi darà il permesso il mio confessore; onorerò il giorno santo; i miei amici saranno Gesù e Maria; vorrei piuttosto morire che peccare. Nell'età di 12 anni fu accolto da san Giovanni Bosco nell'oratorio di Valdocco a Torino. Nell'oratorio fu conosciuto come un ragazzo che praticava la fede in modo fervente e che non perdeva nessuna occasione per pregare. Ricevette il dono della contemplazione e dell'estatsi spirituale. Desiderò tanto diventare sacerdote. A scuola ebbe dei voti molto buoni. Una volta quando non andò a scuola san Giovanni Bosco lo trovò in chiesa davanti al tabernacolo, dove è rimasto per più ore parlando con il Signore. Nel tardo autunno del 1856 Domenico Savio si ammalò. Il medico costatò una malattia ai polmoni già avvanzata. Nel salutare don Bosco e gli amici con le lacrime agli occhi Domenico disse: Io non tornerò più qui, e così  successe. Soffrì ancora per alcuni mesi e il 9 marzo del 1857 mentre moriva disse a don Bosco: Arrivederci, padre! Arrivederci! Vedo delle cose molto belle!

Ci possiamo chiedere del collegamento di questo santo con la missione di annunciare la buona novella attraverso la musica. Domenico cantava nel coro diretto da don Giovanni Bosco. Lui è il nostro patrono affinchè noi lo possiamo imitare nel suo fervore e nella sua santità. È per noi – piccoli cantori – un modello da imitare nel cammino verso la santità. Era un bambino del tutto normale come ognuna e ognuno di voi. La via della santità da lui proposta,  è dunque possibile per ciascuno di voi. E in questo cammino ognuno ha la propria vocazione individuale. Noi come piccoli cantori dobbiamo essere protesi verso la santità attraverso la bellezza della musica liturgica e l'armonia perfetta di Dio nei nostri cuori. Domenico invitava alla gioia. Tendere alla santità significa attendere con gioia la rivelazione di Dio in noi, significa scoprire l'impronta di Dio nei nostri cuori nella vita quotidiana. Siamo icona di Cristo. Lui abita in noi. E grazie alla sua santità noi stessi siamo santi. Siate santi, poichè io sono santo – ci dice il Signore. Ciò significa lottare contro il peccato, rialzandoci continuamente da esso, grazie all'aiuto dei sacramenti di riconciliazione e dell'eucarestia, lavorare continuamente su noi stessi, lottando contro l'egoismo. Questa è la nostra via verso la santità, la nostra salvezza. Domenico Savio è in questo il nostro esempio. Ripetiamo insieme con lui le sue parole scrivendole nel nostro cuore: Andrò spesso alla confessione e riceverò la comunione tante volte quanto mi darà il permesso il mio confessore; onorerò il giorno santo; i miei amici saranno Gesù e Maria; vorrei piuttosto morire che peccare.

Alla nostra quotidianità e al mondo guardiamo con speranza. La Chiesa e il mondo hanno bisogno oggi di questa speranza.

San Domenico Savio, prega per noi.

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