Riassunto 1
del Congresso Roma 2010/2011
La comunità PC
Carissimi Pueri Cantores
Cari genitori e direttori,
il XXXVI Congresso Internazionale Pueri Cantores di Roma è stato ufficialmente chiuso il 1° gennaio 2011 dopo la Santa Messacelebrata dal Santo Padre nella Basilica di San Pietro. Però la chiusura ufficiale riguarda solo le sue manifestazioni esterne, invece nei cuori dei partecipanti è rimasto qualcosa, che fa riecheggiare ancora a lungo alcuni suoi momenti. Il Congresso è stato molto bello e molto commovente e bisogna riflettere ancora su quello che abbiamo vissuto insieme.
Ogni evento importante nella vita dell’uomo e soprattutto nella vita d’un credente, lascia una traccia che ogni tanto risveglia un po’ di nostalgia, ma soprattutto provoca riflessioni approfondite. In questo modo il tesoro della nostra esperienza umana si arricchisce e noi diventiamo sempre più saggi. Ritorniamo allora a questa bellissima esperienza del Congresso e cerchiamo di individuarne i punti più significativi.
La prima cosa che notiamo è il vero splendore della nostra comunità, splendore che si manifesta proprio in occasione dei congressi. E’ un vero miracolo! Parliamo diverse lingue, proveniamo dalle diverse culture, ma nonostante queste diversità noi, Pueri Cantores, riusciamo sentirci come una grande famiglia.
Anche questa volta a Roma, quando l’Aula Paolo VI si stava riempiendo piano piano con l’arrivo dei cori, abbiamo notato come cresceva il potenziale dell’amicizia e della fraternità tra di noi.
Ho usato la parola “miracolo” per dire che questo è molto di più di un semplice raggruppamento di persone incontratesi casualmente, infatti non è solo una comunità costruita da una dimensione religiosa, ma anche dal proprio canto, dalla propria fede, dalla propria esperienza di vivere da Pueri Cantores.
Comunità significa condivisione, accoglimento degli altri e rispetto della loro diversità. Il fondamento della nostra comunità è l'esperienza che nasce dal camminare sulla strada tracciata da Mons. Maillet.
Questo vuol dire costruire la pace attingendo la forza da Cristo: solo Lui ci porta la vera pace. IncontrandoLo nella celebrazione liturgica, dove noi partecipiamo con il nostro servizio, diventiamo come scintille del suo amore e della Sua bontà. E voi sapete bene, che una scintilla non dà tanta luce, però tante scintille possono illuminare la strada. Per questo è importante essere comunità: quando siamo insieme la nostra testimonianza diventa più forte e più convincente e la nostra voce si sente meglio. E poi anche, non dobbiamo dimenticarlo, proprio la comunità è luogo dove si scopre più facilmente la presenza di Gesù.“Dove sono riuniti due o tre nel mio nome, ivi sono io, in mezzo a loro” (Mat 18,20).
Nel costruire la nostra comunità durante il Congresso, ci aiutava anche il tema dalle parole così significative: Deus Caritas est – Dio è amore, parole chenon ci lasciavano indifferenti. Questo pensiero si è inciso nella nostra memoria e nel nostro cuore. Quante volte abbiamo cantato insieme il ritornello del nostro inno! Il continuo ripetere queste parole era come una meditazione che sembrava di farci vedere Dio stesso. Possiamo dire, che insieme abbiamo fatto una comune esperienza di Dio, che nella Persona di Gesù Cristo si fa conoscere all’uomo come Qualcuno che ci ama.
Ecco, come si sta costruendo una comunità, la comunità di Pueri Cantores! Questa comunità è formata da persone, che con la bellezza del loro canto sanno bussare alla porta del cielo, quasi sorpassando le possibilità umane. Sono persone, che con tanta cura e spesso con sudore, preparano il loro servizio liturgico, coscienti che così aiutano Dio a scendere nei cuori umani ed aiutano gli uomini a salire verso il cielo. Sono persone, che sanno annunciare il Vangelo cantando le sue lodi. Sono ragazze e ragazzi, che con la loro gioia, l’amore, l’ottimismo e la loro fede sanno avvicinare diverse persone a Cristo.
Però la cosa più importante in tutto questo è che noi siamo semplicemente... di Cristo!
In questa prospettiva dobbiamo soffermarci ancora un po’ sull’incontro con il Santo Padre, sulla nostra preghiera per la pace nella chiesa di Santa Maria “sopra Minerva”, sulla testimonianza data in diverse chiese romane e su quello che abbiamo sperimentato nella Basilica di Santa Maria Maggiore durante il Concerto di Gala. Non dobbiamo dimenticare anche la presenza di San Domenico Savio, che ci permette di conservare nei nostri cuori la vera giovinezza. Ritorneremo a questi argomenti nelle prossime lettere.
Vi auguro tanta pace e tanta gioia!
p. Stanislaw Mieszczak SCJ
assistente ecclesiastico FIPC
Cracovia, 13 febbraio 2011